venerdì 28 ottobre 2011

Tarallucci e vino


E' proprio così che nascono le grandi collaborazioni!
Un pranzo goloso accompagnato da del buon vino, tante chiacchere, un pò di spetteguless e dici a coso che conosci a coso.
Intiende?
Per fartela breve o coredico invasato, oggi ho fatto incontrare Marta con lo zio Faustino per un'intervista che uscirà su trantran il 29 novembre.
Lol.
La location era il ristorante di me medesimo che poi sai, è sempre pubblicità gratuita...ssssì. Buttaci poi l'aspetto artistico per il quale si menziona la copertina dell'album di Fausto da me realizzata nel 2006, "profumo e kerosene"; è letteralmente un turbinìo di favori che preferisco definire uno scambio costante di reciproci gesti umani, al termine di cui tutti coroneranno il loro sogno...Si spera!
Io e Jimmi si esporrà in un posto figo fomentando la potenzialità di un'ipotetica nostra fama, Marta dimostrerà a sè stessa e alla città di Monza che il capoluogo della Brianza è un luogo di musica, arte e cultura: basta lo spirito di iniziativa armato di solide ottime idee. Concretezza, per la gloria di Isengard
Ecco dunque l'allucinato diagramma di flusso delle conoscenze che non risentono della falsità e degli inghippi politici ahimè odierni..!!

Un amico di Jimmi che è anche amico di Marta combina l'intervista a Jimmi.
Quest'ultimo combina l'incontro tra Marta e me, dato il mio interesse nel fargli aprire il concerto di Fausto.
Successivamente io combino l'incontro tra Fausto e Marta, che poi intervisterà il figlio Dj. Infine Marta mi propone un progetto in un imminente futuro che ci possa mettere artisticamente in luce all'interno del nostro territorio e taaaac!
Il meccanismo di pragmatica purezza si è innescato, fedele al Paese che la rispecchia quando è giusto e buono.

E daidaidai!!!!

Cinico e pessimista, ma perennemente in movimento mentale ti batto il cinque se sei un uomo; se sei una donna ti mordicchio il clito!

giovedì 27 ottobre 2011

Sentire, vedere e finalmente... eiaculare!


In un giorno, o meglio una sera che non ti dico, io e il buon Jimmy prendiamo una decisione su due piedi.
Lui è facilmente suggestibile, per me ce ne vuoooole!
Comunque siamo lì a smantellare la mostra ormai terminata, raccattiamo i nostri averi, le nostre opere, chiaccheriamo col Galletti e poi avanza tempo per dare un minimo di senso a una serata ancora giovane ma troppo pacifica per gli immaginari gusti coredici inculcatimi come un chip nel cervello e nel cuore benetton pulsante in 'sto petto villoso.

-Paranormal?
Dice il pauroso nasone.
-Mah...Sai che ti dico sì, per Diana?
Risponde il narcisistico impavido Coredo.

Traduco la telegrammatica proposta dell'artista elettronico sovrappeso:
"andiamo a vedere paranormal activity 3 al cinema?"

E allora io ci ho detto di sì.

Mi cospargo il capo di cenere e ti prego di perdonarmi se:
ho visto il primo in streaming per curiosità e l'ho preso per i fondelli denigrando gli horror dei nostri tempi.
Ho visionato anche il secondo meschinamente per un senso di masochismo che successivamente è stato smascherato dalla sola e capacissima MusaMorgana, se capisci cosa intendo. Certo che sì; sei un coredista bisbetico.

Le circostanze dei fatti mi rendono automaticamente preparato sulla saga che ha improbabilmente sconvolto o terrorizzato gli States...Cooome no.

Però, dai che male c'è davvero nel pagare un biglietto per verificare l'anteporsi di tutta la storia ricca di lacune e ladra di spiegazioni plausibili per la narratività che fa a botte col patto di complicità tra spettatore e film.

Forse il terzo, quella che dovrebbe promettersi come conclusione sarà così esaudiente che potrei scrivere una lettera di scuse ai registi Oren Peli, Tod Williams e Ariel Schulman.

Suca.

Allora io innanzitutto ti devo confessare che mi sono fottutamente divertito in quanto il cinema, o glorioso fan è intrattenimento e non mi devi rompere il cazzo con Ferzan Ozpetek e Las Von Trier. Scherzo, ho voglia di fare il tamarro.
Ma non scherzo sul personale concetto di film.

Ora io mi rendo conto della legalità del movimento, ma non lo concepisco per la scorrettezza nei miei confronti, e bada che ti sto rivelando il contenuto più inquietante e spaventoso del film! il trailer non c'entra niente con la pellicola!

Forse non sai che certi trailers vengono realizzati con scene girate apposta che non vedremo nel lungometraggio effettivo. Spesso si tratta di scene tagliate per ovvie necessità di postproduzione o logica sintattica. Non parlo neanche di questo però.

Non c'è neanche una scena del promo che ho avuto modo di riscontrare durante la proiezione.
Ebbene, mio caro il trailer di Paranormal activity 3 è il trailer di un altro film.
Un film in cui succedono cose. Cose da cui capisci la trama, vedi un incendio, vedi il ghost hunter in visita che viene pestato a sangue dall'entita demoniaca, vedi il demone materializzarsi allo specchio mentre le bimbe protagoniste sono incuranti e distratte.

Bè se nel film ci fosse stato anche uno degli elementi riportati dal sottoscritto, io sono la reincarnazione di Elvis fottuto Presley.

Non c'è nessun incendio, nessun demone allo specchio, il ghost hunter non viene manco menzionato e io...ce sò rimasto male, li mortan'guerrieri!


In tutto questo c'è un "ma", vedrai!

MA...
Il cazzo di film che sono andato a vedere mi ha gasato una cifra.
Bando le scene dei personaggi che vengono trascinati con forza lungo i corridoi che mi han sempre fatto ridere e non sorridere.

Ci sono ombre, quella vecchietta di merda che è la nonnina satanica ferma a fissare il malcapitato intento a fare altro e perciò estraneo alla sua presenza.
le sagome dietro le porte di vetro, l'ingrediente classico del fantasma sotto il lenzuolo che riesce ancora nel 2011 a farti cagare sotto perchè non è uno scherzo delle bimbe.....come credono tutti; è veramente lo stronzo demone che si prende gioco di coloro che si prendono gioco di lui, porca puttana!
Talismani, adorazioni demonologiche, bambine e streghe.
Il tutto subito, senza l'inutile attesa del paranormale che non si manifesta mai se non alla fine come negli episodi precedenti.

Sonoro importantissimo e letale, come del resto i white noises, ma questa volta gli effetti visivi "si fanno vedere" e terrorizzano anche il tuo coraggioso Coredo.
Un atroce quanto disumano omicidio finale mi entusiasma disgustandomi ed io esco dalla sala contento quanto basta.
L'horror torna a farci paura?
Forse.

martedì 25 ottobre 2011

12000!!!!!!!!!!!


E qualcosina in più per l'artista vivente che non può essere così pop, tuttavia lo è!
Proprio così supenda creatura coredica che leggi mirabolanti gesta insinuate tra curve, automobili velocissime, fruste, tatuaggi, sesso gemellare, zombie, dobermann e capezzoli turgidi.
Io cresco grazie a te che più instancabile della mia arte stessa entri nel nerdvana denso di niente e povero di tutto che però ci assolve da tutti i nostri peccati col peggior conservatorismo spruzzato di innocente follia.
No, non parlo di platinette ma della locura!
Il coredouniverse è la mia batcaverna, la mia fortezza di ghiaccio dove cerco sempre di stupirti o esimio; e le visite sono aumentate così rocambolescamente che non me ne capacito, ma me ne compiaccio e ci metto il meritato gnè coll'imbaciucazzo e tanta baciamella, che ci vuole per fare le lasagne.
A cazzo duro e mano calda scrivo serenamente il mio post di premiazione personale e vado a guardarmi la seconda puntata di the walking dead.
Ho preso il Giornale di Monza e parla della mostra: oh non ci si crede! Mi si nomina citazionalmente e inoltre scrivono "ospite a sorpresa il cantante Fausto Leali"..Ma che me stai a pijà per culo?! Ve l'ho portato io, giuda ballerino! La sorpresa v'ho fatta io...Mavvaffanculo, và gianluca!
Aaaah, la stampa con tutti i suoi gregari pieni di nulla nonchè ingrati incapaci.

Però stiamo calmini, eh! Non insultiamo individuo alcuno auspicando una crescita di popolarità che prosperi in quel del serrone della Villa Reale che è moooolto importante per me, Jimmo Immaginaria e...basta.

Sono così meno pieno di me del solito che ho perso l'uscita del Cittadino in cui si parla del tuo coredo preferito in quanto unico...Vabbè, cazzo qualcuno me lo procurerà.

Pensavo di farmi operare riducendo la lunghezza del mio pene...E' troppo fastidioso, gente!

Buonanotte!

venerdì 21 ottobre 2011

Maledettissimo me!


Sigarette e amico scozzese alla sinistra della tastiera, caro coredista rock ti faccio leggere il mio consueto mare di stronzate deliranti mescolando un pò di attinenza professionale per rispetto verso i committenti che si aspettano dei risultati.

Un paio di giorni fa sono stato ospite di una carissima amica nel suo accogliente maniero sostanzialmente attaccato al ristorante dove lavoro e...Ho voluto per gioco farmi analizzare.

Ah! non ti ho detto che fa la psicologa! Gnè.
Bè, prezioso fan ti lascio i dettagli più divertenti anche se di grasse risate ne abbiamo fatte parecchie, coooooomunque: io sono un fottuto narcisista innamorato della mia immagine e ancor di più dell'immagine che gli altri hanno di me.
Ora si spiega l'incapacità di legarmi costantemente per non dire coniugalmente a una Donna; da qui si spiega pure l'istintiva femminile cautela di ciascuna di loro nel relazionarsi a me superando gli step della preliminare conoscenza sessuale.

Sì insomma sembro un eterno amante perfetto che non vuole essere di più e che se proprio sente la necessità di una relazione stabile, si sbottona con la fanciulla in questione quasi perchè lei se lo aspetta, quasi per educazione.
Una donna però lo sente, percepisce la palpabile serietà relativa della mia dichiarazione programmatica e te dice "secondo me mi stai prendendo per il culo, sbaglio?"

Come faccio ora a dirle di sì?
E' complicato, cara/o lettrice/lettore.
Voglio una compagna, ma in fondo non la voglio e questa cosa mi fa andare in down e poi ci penso, ci pensi, ti alcolizzi, ti stanchi, esci con gli amici quelli veri e l'antico vaso andava portato in salvo col cavallo del guerriero che, se provi ci riesci ma senti che non potresti mai accettare un compromesso del genere perchè io non sono una falsa, ma una donna e quello che fai tu son capaci di farlo tutti in quanto codardia nel dimostrare quanto uomo sei nei confronti dello swaisss.

Capito?

Io non c'ho capito un cazzo. Di me, intendo.

Poi la sua diagnosi rimane scolpita nel mio labirintico cervello, emettendo un senso logico accomodante che recita il ruolo di una personalità talmente schiacciante che pressa l'inconscio delle menti altrui, tanto da allontanarle con un pretesto umano.

I più deboli e inesperti si liberano di me dicendomi che come artista non valgo un cazzo; io mi risento..Ma è ciò che gli lascio credere. In realtà mi scogliono e parto alla ricerca di qualcosa o qualcuno più interessante di loro.

Sono abbracciato sufficientemente dal calore del calorifero del mio studio, nonchè attorniato da una pila di fumetti che dovrei sistemare con criterio da nerd nella libreria, Dovrei sbarazzarmi di cartoni e tele che occupano lo spazio, ma soprattutto dovrei lavorare e cominciare l'opera nuova vincendo l'apatica, cinica pigrizia che mi attanaglia.

Poi c'è Fleo, il mio amico regista per il quale dovrei disegnare all'interno di un videoclip musicale in cui si vedono le mie mani "creare" qualcosa con la matita o il pennarello, non so.
E allora fatti la manicure che c'hai due mani che paiono quelle di beetlejuice.
Ti confesso inoltre il segreto bisogno di masturbarmi innanzi agli imminenti articoli sul Cittadino e il Giornale di Monza, uniti al servizio video sul tg di Monza e Brianza in uscita prevista per settimana prossima.
Sì insomma c'ho 'sta sterile fissa di vedere proiettato il mio narcisismo sui media locali; sono sbagliato ma, ehi! Il mio è un mestiere nobile no? Il più nobile giusto?
Quello che maggiormente si avvicina a Dio in quanto creatore di sogni e di emozioni, vero?

Quindi fanculo e lasciami lavorare, no costringimi a lavorare perchè sono adagiato sul mio immaturo mito.

L'immagine di cui mi sono avvalso stanotte è di Keith Arnatt, che come me è un vero artista.

martedì 18 ottobre 2011

Mostri e camicie a quadretti.


Ti piacciono i Talking heads?
Io mi sto un pò strippando per "this must be the place" e premetto che non ho ancora visto l'omonimo film di Sorrentino al cinema. Porrò rimedio alla mancanza prossimamente perchè sono curioso e ci tengo.
Amo molto anche le camicie a quadretti, quelle strette sai...Ma non le indosso mai se non quando mi schiavizzo da paolotto cameriere e batto i tasti neri del computer una volta rientrato dal lavoro.
Ti sfido a trovare il nesso tra Talking heads e camicie a quadretti, nel frattempo ti consiglio amorevolmente di leggere il post aprendo un'altra pagina su youtube e ascoltando proprio il brano che mi strippa accompagnante perfino le mie pedalate in compagnia della mia anziana ragazza a cui ho ridotto il jogging a venti minuti.
Che muso che c'ha. E che Musa che è.

SI', MA PERCHE' UN MANGIACERVELLI IN ALTO SOTTO IL TITOLO?

Bè..
Torno a parlare di mostri perchè di politica, black blocchi e polizia che mena non me ne frega una ceppa. Questo tanto perchè sono sbagliato e non mi allineo agli altri e all'attualità; il che mio caro non implica una mia disinformazione riguardo i fatti della vita di tutti i giorni filtrati dai mass media.
No, dico ma l'hai vista la prima puntata della seconda stagione di Walking dead?
Mooolto caruccia.
Il protagonista è un pò troppo macho, e poi è uno sceriffo. Non è che la cosa mi stia antipatica...è solo che non mi ci affeziono. In tal codesto momento non gradisco lo stereotipo nei film o nelle serie televisive.
Dato che questa è gradevole penso debba esserlo in tutto.
Mi piace il modo che hanno i personaggi di sopravvivere in questa zombieland disidratata e funesta, ma non dimentico di sottolineare il mio apprezzamento per una serie dedicata agli zombie e all'olocausto umano che essi provocano.
Fiiiico.
Chiamami pazzo ma potessi essere il padrone dell'universo mi divertirei per un giorno a vivere tra i morti (viventi) giocandoci a tiro a segno con un illimitato arsenale di armi da fuoco e balestre ultra-moderne.
Poi una volta stufo tornerei a contare soldi immaginari.

La mia classifica mostruosa?
Non è forse per questo che stai leggendo?
Bene: puoi fermare i Talking heads e mettere su il lugubre abbaio di mastini infernali, catene e vento ostile coprente urla e sataniche risate.

Zombie.
Fantasmi/spiriti/poltergeist.
Vampiri.
Demoni.
Lupi mannari e altre creature animalesche invincibili.
Ossessi assemblati da scienziati pazzi.

Vado a mangiarmi un cervello umano perchè il languorino in pancia si fa insistente.
Te ne lascio un morso, eh!

Baciucazzo!

domenica 16 ottobre 2011

Uomo ti presento il maiale.


Io lo so che un giorno i nostri pronipoti penseranno al cannibalismo come qualcosa di fuori dalle norme civili.
Un giorno l'uomo dirà: "sapete che i nostri antenati mangiavano gli animali?"
Qualcuno risponderà "che schifo, non ci credo!"
Peccato non esserci...

sabato 15 ottobre 2011

Scarabocchiando...


La scritta sulla t-shirt sarà il titolo della mia biografia autorizzata dalla mia MusaMorgana.
gnè.

giovedì 13 ottobre 2011

Odio.


Gran parte di coloro che decidono di rinunciare drasticamente all’alimentazione carnea hanno subito la traumatica esperienza diretta dell’uccisione di un animale. Chi ha avuto la ventura di assistere all’uccisione di un maiale ricorda con raccapriccio le urla laceranti, e quasi umane, della povera vittima, il suo terrore, il suo vano cercare intorno l’aiuto di coloro che considerava amici e che ora fanno parte dei boia; ricorda i rantoli, le convulsioni, i fiotti di sangue, gli occhi sgranati e infine la vita che lentamente lo abbandona inerte alle asce, ai coltelli del carnefice.

Chi ha avuto la ventura di trovarsi in quel luogo maledetto chiamato mattatoio durante l’esecuzione capitale di un cavallo, di un vitello o di una pecora, resta per sempre traumatizzato da quell’esperienza infernale e trova le motivazioni per astenersi dal consumo di carne e spesso anche la volontà a dissociarsi da una realtà della quale accusa salutari sensi di colpa. Ricorda l’impotenza schiacciante dell’animale in balia dell’essere più crudele della terra, il suo pietoso ed inutile tentativo di fuggire, il panico negli occhi della preda braccata, l’angoscia di trovarsi in un ambiente tangibilmente ostile e pregno di esalazioni mortali, l’odore terrorizzante del sangue nella percezione imminente della morte.

Vedere un piccolo, meschino, rozzo garzone avere il potere, l’arroganza, la capacità di abbattere un possente, splendido, bellissimo cavallo, grida vendetta al cospetto della Vita. Come può un uomo conservare la sua serenità, dormire, sapendo che un essere simile a lui sia morto a causa sua? Come può considerare giusto e legittimo privare per sempre della vita una creatura senziente, impedirgli per sempre di esistere, di far parte della famiglia dei viventi? Come può affondare il coltello, la sega nelle carni vive e palpitanti, spaccare le ossa, strappare le viscere, il cuore, i polmoni, ridurre a pezzetti una creatura più degna dell’uomo di esistere e considerare simili ripugnanti membra di cadavere alimento per l’essere umano? Un uomo che genera sofferenza e morte come può tornando a casa la sera essere in pace con la sua coscienza e capace di una carezza, di un atto di gentilezza e bontà nei confronti dei suoi cari?

L’uccisione di un agnello, un coniglio o di una gallina, vittime di un’esecuzione improvvisata e sommaria negli ambienti rurali dei contadini, animali considerati quasi come membri della famiglia umana che li ha allevati, richiede una durezza di cuore primordiale. Assistere ai lamenti disperati, ai fremiti, alle convulsioni del povero animale, è un’esperienza traumatizzante per qualunque essere umano dotato di coscienza.

Queste terribili esperienze che cambiano la vita dovrebbero essere esperienza comune a tutti coloro che ritengono giusto e lecito mangiare la carne, a tutti coloro che trovando il pezzo di animale incellofanato nei supermercati non sanno (perché non vogliono) collegare quella misera parte anatomica ad una creatura fatta come noi che voleva vivere e che è stata uccisa per l’infame, degradante piacere della gola.

La cultura consumistica contemporanea, propinata dalle lobby agroalimentari e zootecniche attraverso i mezzi di informazione di massa, hanno attuato la più rovinosa e devastante dissociazione tra la bistecca e l’animale: molti bambini sono convinti che i polli crescono sugli alberi. Le scolaresche dovrebbero essere condotte a visitare i mattatoi invece di visitare gli zoo: sarebbe più istruttivo e responsabilizzante far sapere (in rispetto della verità) a chi apparteneva quel pezzo di carne che serenamente consumeranno per cena. Ognuno che ritiene “normale” nutrirsi di animali (dal papa al presidente della repubblica, dal ministro alla pubblica istruzione a quello della salute, dal capo della magistratura al portiere dello stabile) dovrebbe avere la coerenza morale delle loro scelte: far visita ad un mattatoio prima di addentare una bistecca.

domenica 9 ottobre 2011

So-stare? No ci muoviamo!


E mi faccio schifo per il doppio senso così immaturo e squallido che ho scelto per il titolo del post.

Ma cchissene!

Allora: mostra piena di gente e ringrazio i presenti davvero di cuore!
Gli assenti temo saranno travolti da feroci emorroidi gengivali in the swaiissss!
Ma sai che cc'è? mi arriva a trovarmi il vecchio con lo zio Faustino e tutti vedono e capiscono che è venuto per muaaa!!
Io, il censurato per oscenità, ti porto un vip che ha presenziato solo per visionare la MIA esposizione, ma daaaaaaiii....

Al termine della kermesse mi dirigo a mangiare un boccone da Joe quando ricevo sto messaggio da Jimmy che fa più o meno così: "la critica è immanicata con l'assessore alla cultura di Monza e vuole spostare la mostra al serrone della Villa Reale...Stiamo salendo di livello, cazzo!!!!"

Poi lo riferisco alla Musa Morgana che si precipita al ristorante e mi limona incurante dei clienti con la foga di una pantera ferita..che dire, mi faccio una pippa e ti saluto.

venerdì 7 ottobre 2011

Tè, contento?


Ti aspetto domani, non mancare perchè ne vedrai delle belle...!!!!!
Polemiche, politici, diegetici e poetici.
Secondo me...ce l'avrai duro o bagnata per tutto il tempo.

"My internet explorer" 100 x 100 acrilic on canvass


Ovvero il quadro censurato dalla fondazione Don Bernasconi per la collettiva a cui parteciperò domani a Lissone con opere velatamente più sobrie e succinte.
Il che rappresenta un peccato a mia immorale opinione; con la mia rappresentazione tratto la tematica delle relazioni multimediali evidenziando una falla a scopo cinicamnete critico.
Internet è un'arma a doppio taglio che facilita l'accesso ai siti porno a tutti richiedendo un semplice e gratuito click.
La critica mi ha osannato e difeso comprendendo il mio nobile intento.
Il presidente della fondazione si è scandalizzato e l'ha bocciato.
Ma il tuo coredo non se la prende e ci sorride su: ho maturato (sarà la vecchiaia) una saggezza che mi rende diplomatico e filosofico. Un tempo mi sarei incazzato, ma sarebbe stato un gesto di egoistica ignoranza. Preferisco provocare con i miei lavori, piuttosto che mandare affanculo la gente. Ora mio caro coredista incantato dal mio genio, goditi la foto dell'opera "maledetta" e domani potrai contemplare dal vivo due lavori coredici provocatori nel limite del consentito a Palazzo Terragni in P.zza Libertà, Lissone.
Ci saranno buffet con aperitivo a partire dale 17.00 e il discorso della critica, di Jimmy e del presidente della Fondazione.
Se mi ami ti regalo un'anticipazione: per come è stata strutturata e organizzata (da Jimmy) la mostra è una vera figata.
Ci sono artisti importantissimi che hanno opere esposte vicino alle mie, e si impone questa moderna atmosfera da Social Network che occupa l'argomentazione trattata dall'intera mostra.
La mite polemica tra la critica e il censuratore ha sottolineato a mio favore quel solito perbenismo sterile intimidito dall'audacia dei giovani brillanti e creativi come me.
Ti aspetto. Se sei una mia amante non ti negherò una visita nella toilette delle signore. Gnè.

"Put your USB here" 120 x 60 acrilic on canvass

lunedì 3 ottobre 2011

Gli umani, questi sconosciuti


I rituali sociali costituiscono personalmente la più ricca fonte d'ispirazione per il mio modus operandi nell'arte.
Se poi sono quelle azioni quotidiane in cui ti ritrovi con i tuoi simili nei luoghi di aggregazione comune quali pub, ristoranti o bar le molteplici riflessioni acquistano un senso propriamente diagnostico.

Osservo con maniacale curiosità scientifica coppie che stanno a un tavolo senza parlarsi per ore e il silenzio la fa da padrone in modo primordiale, perchè non manifesta la complicità telepatica garantita da sguardi codificati.
Le teste di entrambi sono rivolte in basso o altrove in un perplesso imbarazzo interattivo.
Parlo con ragazze e ragazzi che mi esprimono totale rassegnazione verso il loro stile di vita improntato sulla sopravvivenza ai loro stessi ritmi lavorativi e impegni familiari.
In altri casi scorgo una palese ignoranza, ma senza un nesso culturale che potrei presuntuosamente insinuare...No.
Mi trovo emarginato dalla concezione popolare di amore e futuro che hanno coetanei e il resto del mondo.
Forse sono sbagliato io. Forse dovrei considerare il futuro come una ricerca dell'accettabile sistemazione data da un matrimonio o una convivenza con una persona che lavora e guadagna abbastanza da poter dividere con me le spese e il mutuo; cosicchè possiamo permetterci di avere figli e garantire loro una vita serena finchè saranno dipendenti da noi. Forse dovrei abituarmi all'indifferenza degli altri verso le cose astratte idealiste e cominciare a guardare con ammirazione i risultati concreti di persone di successo che si son comprate la macchina sportiva, andando in vacanza 6 volte all'anno.
Forse dovrei abituarmi all'insensibilità della gente che sembra bisognosa di calore umano per poi raggiungere quella stabilità materiale che li ritrasforma in automi stizziti e insofferenti.
Forse dovrei evitare di risentirmi se una persona importante ti ascolta come un discepolo in momenti di sua personale crisi esistenziale, e in nuovi contesti ti accusa di dire "eresie" perchè apparentemente non necessita più di comprensione affettiva da parte di un artista farfallone e visionario.

Lo so, sbaglio perchè sono sbagliato..Permettimi comunque una conclusione ovvia: alle volte è più facile trovarsi soli in compagnia che isolati in un loculo sperduto.

CO
RE
DO.