sabato 21 gennaio 2012

Fuga per un my friend


Uno di questi giorni, io ti dico farò la fine delle faine di "chi ha incastrato Roger Rabbit?", e la sarcastica quanto paradossale metafora nasconde in sè del raccapricciante se ci penso.

Ma rido e tanto, troppo....La colpa è senza aggiuntive sfumature di Fleo, il mio amico regista maniaco del più ricercato citazionismo in lingua nerd che tu possa mai aver conosciuto. Ci adoriamo e nel pieno della nostra rassicurante, reciproca eterosessualità , entro l'estate prossima andremo a vivere insieme in una ridente residenza a Lissone come coinquilini..Anzi, guarda scrivo COINQUILINI in stampatello perchè Fleo è omofobico e non gradirebbe che dal mio post tu possa fraintendere i suoi orientamenti sessuomani.

Apparte la babbaggine dei film o dei fumetti che ci accomuna, coesistono tra noi pensieri e stati d'animo telepatici mescolati a un affetto forgiato durante anni di "intenso" studio al Liceo artistico frequentato insieme.

Lungi da me postare qualcosa di serio sul significato dell'amicizia vera o postille emotive seriose inerenti al senso della vita; sai ormai quanto me medesimo e tapino che non mi prendo mai sul serio e mai intenderò farlo!

Tuttavia mi sento di dichiarare con ferma serenità che qualora mi si presentasse la circostanza verbale di definire un Amico, opterei per Fleo come modello di riferimento, considerando per esempio la sua assidua e costante presenza nel mio attual vivere.

Eh, sì: tanti miei Amici oggi convivono con le loro fanciulle, si sono sposati oppure si sono costruiti un già solido nido familiare consistente e felicemente impegnativo.

Io e Fleo siamo ancora due scapoli d'oro come Bruce Wayne e Tony Stark..Solo con meno soldi...Massì, insomma: poveri e ricchi di sogni.

Allora siamo lì che vaghiamo su quattro ruote per la Brianza, no?
Con l'ausilio del mio inseparabile AI-FON collegato allo stereo della sua Polo, giochiamo a "riconosci le colonne sonore".

Metto su la sigla dei titoli di coda di "Fuga per vittoria" di John Huston e il "ghenio" si mette immediatamente a mimare la scena in corsa (stando seduto al volante) , infilandomi il suo cappello per travestirmi e far scappare dalla prigionia dei nazisti. Conscio della tua accettabile lacuna su "fuga per la vittoria", ammetto che potresti indugiare anche solo a sorridere per questa gag; io invece ho riso come un indemoniato. Sorry. We are nerds. Bazinga.

mercoledì 11 gennaio 2012

Cinismo in pillole


Tornato da un giorno dopo l'epifania molto provato e per niente riposato, ti porgo o mio amico intimo e generoso le mie più spontanee scuse per non aver arricchito il tuo coredouniverse con stravaganze o semplici bazzecole dallo humor consapevolmente acuto.

Presuntuosamente certo che mi perdonerai mi riprendo dallo spossamento di giornate esaustive infiocchettate dai vapori della vodka per dare i miei soliti segnali di vita.

Sono in aspettativa per un nuovo evento artistico che torni ad esaltare il mio discutibile genio, nel frattempo mi prendo un pò cura della mia persona.
Mi rado quasi quotidianamente, domo l'uscita dei peli nasali, leggo blogs acculturati, faccio una manciata di flessioni ogni mattina, rispetto gli appuntamenti al cinema con Clint Eastwood e Leonardo Di Caprio e per ultimo, devo ammetterlo, sto studiando un logo da realizzare per il merchandising di un bar prossimo all'apertura in quel della borghesissima Monza.
Poi ci sono i contrattempi che appesantiscono il mio fardello, tipo...Rifare un quadro per soddisfare un committente che poi si suppone possa "farmi entrare in un giro pettinatissimo in Russia". Che ci vuoi fare, coredista speranzoso in qualcosa di incredibile. Dormo, ma non per stanchezza. Veglio e origlio sul mio futuro tenendo occhi e orecchie aperte che non si sa mai.
Ora mi metto una collana fatta artigianalmente composta da cammei femminili che mi ricordano frazioni di vita attinente a questo ultimissimo mese.

Per ogni volto, guardandola ricordo frasi svariatamente esilaranti.

"Io merito la metà dei tuoi incassi perchè ho posato per te!"

"Sono capaci tutti di mettere quattro colori su una tela!"

"Coredo sei un arrogante e io detesto gli arroganti!"

"Io non sono artefatta, ma fatta ad arte, che tu ci creda o no.."

"Sono stata al concerto di Vasco"

"Volubilità. Tipicamente maschile.."

"Ti aspetto a casa. Porta qualcosa per sballarci pesantemente!!!"

"Sei un saccente di merda!"

"Io trovo che tu sia un presuntuoso!"

"Anch'io sono portata per l'arte! Da piccola facevo un sacco di disegnini..."

"Chi è Mick Jagger?"

"A me piace il Liga"

Ora. Ogni volto una frase, ogni frase un volto. Mi serve e mi rilassa portare questa figurata collana; ricordo col mio coraggioso sarcasmo perchè non mi riesco ad innamorare pur spremendo le mie forze sovrannaturali.

La mia e la tua ricreazione sono finite. Torna al lavoro, che io torno a fare l'artista.

martedì 27 dicembre 2011

Il Fato


E io che mi stavo organizzando un banale capodanno con solidi amici nerds.
Il destino mi pone invece alle soglie di una decisione importante che prevede un insolito quanto inaspettato viaggio. Il nonno che non ho mai conosciuto ha probemi di salute, così il tuo beniamino prenderà il volo delle 8,00 per Varsavia dopodomani.
Verrà a prendermi un amico di vecchia data che ad oggi gestisce una compagnia di tassisti monzesi e porterà me e mia mamma a Malpensa.
Proprio così. Dopo oltre dieci anni vedrò la fredda Polonia che per metà costituisce le mie etniche origini.
Tornerò l'8 di gennaio e leggerai solo allora gli ulteriori svolgimenti di questa nuova avventura.
Il senso eroistico del dovere mi ha spinto a prendere il volo quanto il desiderio di una nuova esperienza ricca indubbiamente di complicazioni e ostili sfaccettature. La famiglia da parte di mia mamma non è certo di quelle dello spot "mulino bianco", quindi il fardello che porto con la mia fisica materializzazione è incomprensibile addirittura per me medesimo.
Per quanto diretti interessati alla vicenda, saremo sgraditi ospiti...O forse no. Chi lo sa. Certo è che non sarà una vacanza e quest'anno mi tocca dare la precedenza ai seri impegni familiari rispetto ai ludici festeggiamenti del nuovo anno.
Magari scrivo "buon anno" su feisbuc, ma per quanto concerne il blog non aspettarti nuove notizie sino all'otto di gennaio.
Il mio polacco è un pò arruginito, ma non il mio istinto di sopravvivenza...Perciò: che la Forza sia con me, e con te naturalmente mio giovane cavaliere Jedi.

venerdì 23 dicembre 2011

Un coredico natale...


Natale a casa è importante per la calorosa aggregazione familiare di una manciata di giorni che mi separano annualmente dallo stress e le fatiche lavorative, sia in ambito artistico che alberghiero.

L'atmosfera natalizia è una mia ricetta segreta i cui ingredienti sono molto semplici, ma precisi; sento perennemente parlare amici e conoscenti della mancanza di spirito natalizio che pervade l'indifferenza odierna per le strade di una città frenetica e consumista alla ricerca di un'ipocrita effimera felicità in grado di anestetizzare questa crisi latente etc.

Cazzate. Divertenti, curiose cazzate. La semplicità per come la intendo non è quella da volantino della catechesi, perchè ti inviterei per primo a NON LEGGERMI.
La semplicità efficace dgli AC/DC, piuttosto. Sì, è il concetto perfetto e più vicino a ciò che desidero condividere col post corediconatalizio che ti porgo con umile bontà!

A Natale io porto la mia ragazza a fare bagno e toelettatura al negozio di fiducia, dove la proprietaria se ne prende amorevole e paziente cura (è un uragano: l'ultima volta le ha saccheggiato gli scaffali di biscotti per cani) e me la fa trovare pulita, nerissima e profumata; col fiocco natalizio legato al collo.

Non sarebbe Natale se non celebrassi questo rituale cinofilo per la donna che più amo al mondo.

Potrai supporre ora che la ricetta per la mia atmosfera natalizia sia determinata da situazioni analoghe..Ebbene no.

Durante le feste io mi devo sparare come ogni anno i miei films natalizi; che ti piacciano o no te li espongo.

Mamma ho perso l'aereo.

Tokyo godfathers.

La vecchia trilogia di Star Wars.
Se c'ho tempo e voglia comincio con la nuova visto che si tratta di tre prequel. Prova a dirlo scandendo "tre prequel".

A Christmas Carol di Charles Dickens, l'ultima versione col doppiaggio e la fisionomia di Jim Carrey. Mi è piaciuto abbastanza da entrare nella videoteca del mio natale. Sissì.

Batman Returns.

Edward mani di forbice.

Una poltrona per due.

Nightmare before Christmas.

Ghostbusters.

Die Hard, il primo: Trappola di cristallo. Mminchia se è natalizio!!!

Qualcosa a caso della Pixar, ogni anno si cambia. L'anno scorso ho scelto gli Incredibili, ma la decisione è mutevole.

Dammi del frocio, ma io non rinuncio a La bella e la bestia. Ecco l'ho detto.

Ora mio caro coredonoctambulo, passa il più bel Natale della tua vita senza cibarti delle altre, perchè che tu ci creda o no nel disegno della morale cristiana che poco ha a che vedere con la chiesa, l'uomo non limita l'amore ai suoi simili, ma a tutte le creature che Dio ha creato. Tutti sono nati per vivere. Vivere bene.

Auguri!

CO
RE
DO
2011

mercoledì 7 dicembre 2011

Soddisfatto o niente!


E'sorprendente come alle volte la mia ingenua disinformazione generata da un rifiuto idealista di certi parametri, venga alla luce così banalmente.
Sono artefice di un mio personale record: due volte in un centro commerciale in due settimane...E in contesto nazionalpopolare trattandosi di prefestività natalizie.
Non mi riconosco..
Ora c'è da sottolineare che la fattispecie riguardante la prima occasione mi redime Mdal frivolo contenuto morale del centro commerciale fine a sè stesso; anche se mi segui da poco avrai letto precedentemente che si è trattato di una presenza necessaria perchè artistica. Giusto? Bene.
Chiarito il primo punto non mi equipaggio di un alibi similare per quanto concerne la seconda situazione manifestatasi precisamente in data odierna, o ieri se pignoleggi sull'orario in cui scrivo il post. Gnè.
Mi mantengo sul mio lasso spazio-temporale e svolgo la cronaca di Coredo come fosse ancora un orario tardo pomeridiano, okkei?
Ieri sera avrei potuto sfruttare ludicamente la mia mezza giornata libera organizzandomi una piacevole uscita ricreativa serale, ma non ce l'ho fatta. Il bisogno fisiologico oltre che organico di rilassare le mie meningi e i miei arti ha prevalso su quanto resta della mia giovinezza.
Sì insomma, nel primo pomeriggio mi "appitono" sul divano del mio studio e ci resto fino a sera, quando..La ragazza frigna che deve magnà!! Mi sorprendo e mi sposso dibbrutto, tanto che sobbalzo (è un caso che tutti 'sti verbi inizino per "s")e mi cade dal grembo l'iphone mannaggiammè!!!!
Di faccia, pergiunta: dal lato del display che incappa a brutto muso sul pavimento.
Lì per lì non dedico peso emotivo al misfatto, finchè non lo sollevo constatando il malauguratissimo danno al vetro del display...Disgraziatamente, maledettamente e vistosamente crepato.
Panico e sdegno per la mia stupidità mescolati a un ragionato e composto dispiacere per un oggetto importante, ma materiale che custodisco gelosamente e con riconoscenza filo-tecnologica forever-apple.
Sintetizzando il malessere del momento, ho esclamato "merda!"
Vabbè. Di tenerlo così non se ne parla. Così stamattina chiamo il centro apple più vicino che trovo navigando proprio col mio ammaccato smartphone e chiedo udienza al sommo, mistico operatore che si dimostra curiosamente pronto ed efficiente. L'attesa in linea non è poi neanche esaustiva come temevo e l'appuntamento viene fissato per il pomeriggio stesso al centro apple più vicino alla di me ubicazione: il centro commerciale Carosello di Carugate.
Ecco dunque che svolto il mio servizio alberghiero al ristorante, rubo un'auto; compio un paio di commissioni burocratiche e mi dirigo infine verso l'immenso ipermaxi megamercatone, tempio consumista del nuovo e vecchio secolo.
Ripeto e difendo la mia avversione per questi edifici che ospitano rituali quotidiani indispensabili (bah) per molta gente: la spesa, il curiosare, comprare, pranzare o addirittura cenare! L'accesso al solo parcheggio è apparentemente semplice. Non ho il tempo di pensare quale ingresso scegliere e mi ritrovo vittima di una visione lampo che associa a casaccio lettere, trattini e numeri scritti dentro una gigante freccia indicativa che dovrebbe guidarmi per i parchi macchine estesi a perdita d'occhio.
L'immediato spaesamento orientativo mi pone fastidiosamente alla stregua di un mandriano intento a dirigere il bestiame senza guardare in faccia individuo alcuno.
Me lo sento, un gigantesco pungolatore che a forza di scosse e punture mi fa andare dove non intendevo..Eppure ci sono. Ma è tardi, ho perso tempo e sono al limite dell'accettazione concordata con il gentile operatore romano Christopher.
Abbandono il veicolo troooppo distante dall'entrata e sfrutto la mia arruginita atleticità di corridore per salire scale ignote e avvicinarmi improbabilmente al mistico cancello che continua a inghiottire i fedeli catatonici illuminati.
Sono un intruso, lo so dall'inizio di quest'avventura..Spero solo non si accorgano di me e di portare a termine la missione impossibile.
Entro. Sono a Megacity. Un mare di persone impedisce di vedere perfino la pavimentazione sicuramente lucida e riflettente. Per delineare la fine del soffitto che mi separa dal piano superiore diventerei preda di un fatale torcicollo. La musica dei classici jingle di natale ridonda nei miei timpani. Le luci violentano le mie dilatate pupille, e il numero imbarazzante di negozi ispirerebbe gli urbanisti di Las Vegas.
Catturo l'attenzione di un indigeno locale, è una di loro perchè indossa una divisa uguale a quella di altre: hostess rappresentanti uno stand di Dio solo sa cosa...!
"il punto apple?", domando recitando con spensieratezza.
Me lo indica con un cenno e seguo l'estensione del suo braccio usando rispettosa cautela.
Reduce dalla lettura istruttiva del libro di Masson, mi ricordo di non paragonare gli ostacoli umani invadenti il mio spazio ad un gregge di pecore; realizzo automaticamente che gli ovini hanno infatti più personalità e coscienza di questa massa vagante insensatamente per corridoi ostili arredati con marchi e griffe.
Un centinaio di metri dopo avvisto finalmente la location che ha motivato il mio intento originale: l'apple store.
In confidenza te lo devo dire. Affascinante se ti consideri discretamente un estimatore dell'universo in questione, ed io ammetto di esserlo.
La maestosità del negozio mai riscontrata, se non negli States mi ha illuminato sulla (tardiva) volontà di stare al passo coi tempi del mio Paese.
Sembra di essere in un film su Wall Street, solo che al posto dei colletti bianchi spopolano centinaia di addestrati nerds pronti a servirti professionalmente con le loro inconfondibili polo rosse raffiguranti la mitica mela sul petto.
Ne prendo subito uno al lazo e mi sento temporaneamente un cow boy.
Gli riferisco di avere un appuntamento e quello manco mi fa finire la frase che mi scaraventa gentilmente verso il livello superiore, il girone dei prenotati telefonicamente.
Sono in ritardo di tre minuti e il guardiano del settore prioritari non omette l'osservazione intimidatoria. Cazzo. Pure stronzo mi fa sentire, penso.
E io che mi immaginavo che ad occuparsi della mia richiesta apparisse Chuck direttamente dalla serie televisiva.
Comunque il mio nuovo miglior amico, tutore del guasto accidentale si chiama Simone; mi domanda se so già come funziona. Ma che è? Il rito di iniziazione della confraternita Phi Beta Kappa?
No che non lo so, mi sento così profano che esporre la mia terrena dimestichezza mi costipa considerevolmente.
Come anticipato telefonicamente dal simpatico operatore del call center il costo della riparazione non avrebbe superato i 160 euri, e il tuo coredo touch screen se la cava con il telefono riparato alla modica cifra di 150 plettri. Uso slang giovanili per illudermi di stare al passo con gli aggiornamenti di questi servizi che paiono realmente "al servizio" del cliente..Con stucchevole meraviglia da parte del sottoscritto, peraltro!
Ma il mio iphone non viene riparato. Nooooo. Ti pare che si sprecano miseramente ad aggiustare un oggetto già intaccato dall'imperfezione??
Sotto al mio nasone prendono il mio apparecchio per il quale nutrivo una solida complicità affettiva, e lo sigillano in un contenitore di legno. Successivamente la scatola e il suo contenuto vengono portati in un magazzino enorme di proprietà federale, posizionata probabilmente vicino all'Arca dell'Alleanza. Uomini qualificatissimi se ne occuperanno tra cinquant'anni.
Simone mi induce cortesemente a firmare col dito l'autorizzazione all'atto di riparazione del prodotto. Sì, col dito perchè anche la firma negli apple store si fa su di un apparecchio touch screen in the swaisss...Mi sento come Tom Cruise in quel futuristico centro commerciale alla fine di Minority Report.
Vabbè ma il telefono, ti chiederai?

Nulla. Pago il servizio e mi danno un NUOVO iphone.
Mi spiegano come recuperare la mia rubrica e tutte le app col precedente telefono scaricate e..."Ciao Coredo! Grazie per averci scelti!", dice il simpatico e cordialissimo Simone.
Si può tutto questo chiamare efficienza?
Direi di sì.
Avrò comprato una cover decente per proteggere il mio nuovo iphone?
Ci puoi scommettere!

lunedì 5 dicembre 2011

Alla fine ho optato per questo...


Mi riferisco alla burocratica quanto vetrinista esposizione a tema natalizio dell'Auchan di Monza.
Io vedo il Natale come un'occasione per macellare più innocenti della media annua e di conseguenza ho voluto provocare le coscienze dei perbenisti cristiani con la presente vignetta satirica; gli ottusi la troveranno certamente innocua.
Ma solo loro. Spero.

"Miss Ucraina" 100 x 100 acrilic on canvass

giovedì 1 dicembre 2011

La mia parola è un impegno!


Se clicchi qui ti becchi l'intervista sul sito web di Trantran realizzata dalla mitica e instancabile Marta Migliardi. Protagonista lo zio Faustino Leali; co-protagonista il Coredoartist sognatore!

martedì 29 novembre 2011

Ma chi c'è dietro Fausto???


E da domani l'intervista a Fausto sul numero on line di Trantran.
Menzioni e ringraziamenti al sottoscritto!
Non cambiare blog!

domenica 27 novembre 2011

Dilemma


Giovedì 1 dicembre sarò all'Auchan di Monza ad allestire la mini esposizione di "noi" artisti veterani della "So-stare" organizzata dalla fondazione Don Bernasconi. No, dico mini perchè si tratta di una galleria di 10 cartoncini circa di 50 cm x 35 cm.
Ora: Jimmy mi ingaggia anche stavolta e va bene.
Dunque: centro commerciale, tema natalizio, organizzazione culturale di stampo ecclesiastico e... Consumismo. Puro e fottuto.
Ora, mio energico coredofan; come posso io, essere umano artista resistere alla tentazione di fare qualcosa di provocatorio, considerando che sono nemico di tutte queste voci menzionate qualche riga più in su.
Ma daiiii!!! Esposizione artistica all'Auchan..Suolo pubblico!!! Forse non lo sapevi, ma i corridoi dell'Auchan sono proprio pubblici: significa che se sei un musicista puoi venir lì a suonare il tuo strumento strimpellandolo tra la folla!

Ho già un paio di idee indicibili e oscene che mi saranno criticate se non addirittura censurate, ma sono nel pieno di un momento in cui la mia arte è così facilmente influenzabile dalle letture scomode e e veritiere al punto di intaccare le morali politiche e sociali di ogni consumista medio, che difficilmente rinuncerò a rompere i coglioni.

Vero è anche che un pò di paraculaggine, sai di quella che non ti fa sbilanciare e che non ti fa essere diverso da come ti senti, mi appartiene da sempre.

Potrei cavarmela con una sexy pin up natalizia fumettosa e serenamente la ggente direbbe "questo è inconfondibilmente coredo" , senza ferire o turbare anima pia.

Giovedì lo saprai.

sabato 26 novembre 2011

Artefatto


Affascinante, educativo, costruttivo.
Intendo una donna, una gran donna che mai perde l'occasione di sottolineare a ragion veduta i tuoi limiti e difetti; soprattutto i più fastidiosi.
La peculiarità di tale situazione non trova nell'atto in sè il suo singolar valore.
Hai voglia quante ex mi hanno lasciato liquidandomi con ramanzine e osservazioni per quanto mature, apparentemente scontate nella loro utilità.
E'normale che una musa ormai lontana dai tuoi sogni ti riveli i suoi crucci legati al tuo atteggiamento caratteriale. O no?

Gnè.

Tornando a bomba ti confesso intimamente che l'attuale Ladycoredo mi demolisce sventrando la mia corazza di vanto pur frequentandomi (con parsimonia) e volendomi sinceramente bene. La "scrocca"mi entusiasma perchè non si è mai lasciata andare a complimenti o considerazioni positive su di me sentite, piuttosto che formalizzate a beneficio di un'etichetta imposta dal bon ton.
Gli sfottò e le provocazioni in merito alla mia presunta cazzutaggine immatura, sembrano voler graffiare il mio sovralimentato ego fino al limite di profondità adeguato per lacerare il mio primo strato epidermico, quasi a tastare il livello di sopportazione psicologica dell egocentrico Coredo fondamentalista.
I modi poi sono gagliardi: mi becco del maleducato, volgare e porco con intonazioni evocanti il metodo della maestrina di scuola elementare che fa "pat pat" sulla spalla del bambino un pò ritardato capitatogli in classe.

Nelle sue denuncie in merito alla mia carenza di tatto, mi paragona a Bukowski.
Apro una dovuta quanto necessaria parentesi sulla similitudine comportamentale o artistica secondo i punti di vista; dichiarare che sono un fan di Charles Bukowski per uno come me determina il rischio inconfutabile e dannoso di cadere nel clichè.

Ti assicuro che non ho letto tutte le sue opere e francamente ne posseggo solo un paio. Mi piace, questo è sicuro; non è certamente però il mio scrittore/mito in assoluto forever swaisss...Ecco. Fatto sta che il paragone col Maestro, a detta di Lei dovrebbe assumere una sfaccettatura critica inerente alla mia persona. Ed è così, infatti. Però scopro qualche secondo dopo che detiene gelosamente tutti (e dico tutti) i suoi libri catalogati con femminil gusto.

La cosa ti potrei dire che mi eccita, ma cado nel rozzo e a questo punto nel prevedibile. Nonono: diciamo che mi intriga a livello intellettuale, ok?

Alla Ladycoredo và il sangue alla testa se le tocco il culo, capisci? Se le dico sconcerie, mi spiego? Ma nella sua originale intelligenza non c'è sfondo moralista o puritano, bensì semplicità anelata e ambita da una coraggiosa esigenza di sincerità.

Col mio illuso cinismo autoctono mi rimedio l'aggettivo "artefatto", ed è così spiazzante da risultare fiiiiico!

Il sentimentalismo più esposto della Ladycoredo si è espresso in tutta la sua glaciale simpatia con un citazionista "non mi arrivi!" di Morgano (Fiorello è un genio).

Che questa superiore (a me di sicuro) creatura custodisca anticamente la chiave perduta del mio genio totale? Sarebbe un problema visti gli effetti denigranti che ha sulle mie convinzioni extraterrene.

E poi mi chiedo stranamente da quando la conosco: ho davvero bisogno di un corso di umiltà e spontaneità? Se sì dove li fanno? Esistono? Ma trattasi di un corso oppure percorsi separati?

Guardo su internette mentre attendo l'acconto della mia nuova commissione artistica..!

A presto, artefatti coredici!

martedì 15 novembre 2011

"La vecchia signora" 70 x 100 acrilic on canvass


Ti rendo consapevole in maniera spaventosa sennonchè agghiacciante di una mostruosità.
Poi ti lascio con l'amaro in bocca necessario ad attutire il colpo: io sono un viaggiatore astrale. L'altro mio corpo ha realizzato questo lavoro mentre io dormivo.
Mi sono svegliato e con stupore te l'ho postato sul tuo blog preferito, mio astrale coredofan.

domenica 13 novembre 2011

"Lucky kids" 200 x 100 acrilic on canvass


Guarda, o coredico illusionista ti chiedo scusa a priori e a posteriori per la ditata posta innanzi all'obiettivo del mio iphone, nell'intento di immortalare questo lavoro commissionato da un facoltoso padre innamorato alla follia dei suoi figlioletti.
La fotografia è un'arte bellissima e profonda; con la mia inesperienza mi rivelo un violentatore di essa, ma non solo. Difatti l'istantanea ritraente il lavoro non rende affatto giustizia all'opera che, ringraziando Dio ha riscosso piacevole successo.
Esagerato nelle dimensioni e giustificando un conseguente prezzo impegnativo, ho deciso di intitolare la tela "lucky kids" in omaggio alla soggettiva stima nei confronti di un cliente che ha scelto di regalare alla sua prole un presente così "scenografico" per non dire teatrale.
Io mi ritiro a lesionare il mio ego guardando con sottomissione i siti degli artisti fotografi.

See ya!

mercoledì 9 novembre 2011

C'è fermento


Dio quanto amo questi momenti..!!!
Ho ancora la bocca impastata di brodo di femmina e probabilmente il calendario è lo stesso per i prossimi giorni.

Mi trovo innanzi alla più grande tela mai stata realizzata dal sottoscritto, che te la mostrerà solo una volta terminata e dipinta maniacalmente per uno stronzo "x" che senza ombra di swaisss non è manco a conoscenza del mio universe stratosferico tronfio e facilone di routine. Mi riferisco al blog che stai leggendo, KaRa. O chiunque tu sia.

Oggi ho prestato la mia immagine e le mie ironiche pose per la troupe di fotografi (erano tanti) di Trantran; è stato magico nonchè divertente.
Il 29 novembre ti invito cordialmente a ritirare le tue personali cento copie gratuite del press che sarà distribuito in tutti gli esercizi di pubblica amministrazione della Monza e dintorni sempre più ottimisticamente vicina a Milano, o meglio alla pari rispetto la capitale della moda e spettacolo italica.

Scopare.

Ma non ti dico questo perchè mi trovo incastrato nella squallida similitudine di un poeta che si è fatto levare una costola per autosoddisfarsi.
No.
Te lo dico o discepolo, perchè Coredo sarà immortalato sulla copertina della rivista!!!!!
Ora, pufferbacco, sulle trascorse copertine di Trantran ci sono stati Valentino Rossi, Ezio Greggio, Morgan, Facchinetti. Dai. Che motivo hai per non darmela?

Non è finita. Il prossimo step sarà organizzare insieme al mio inseparabile volpone col nasone alla Cyrano Jimmy, la mostra con la M maiuscola che ci farà glissare nell'olimpo dei figli di puttana raccomandati dalla nostra società che ha fatto della meritocrazia una barzelletta.
Favori. Abbracci. Sorrisi. Frasi fatte. Sesso. Serate. Non si sopravvive in questo oceano di solida ipocrisia se non ti vesti da pescecane.

Ma...Io non lo sono. Mi mimetizzo bene: ho fatto scuola di teatro io.
Non ho agenti, non ho Muse stabili, solo il mio pennello. A ciascuno la propria interpretazione.