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martedì 13 novembre 2012
Il perverso mondo dei francobolli
Sarebbe dura rispettare appuntamenti etici, qualora si verificasse un incontro col rappresentante di un'organizzazione che non è del mio stesso sesso. Non solo: si tratta difatti dell esatto contrario di un cesso, quindi ripeto essere frustrante come combinazione, per le eventuali probabilmente catastrofiche conseguenze in agguato.
Mettiamola così, onde evitare equivoci compromettenti.
Mettiamo che io sia un appassionato di francobolli, e voglia entrare nell'associazione collezionisti di francobolli riuniti.
Faccio domanda al presidente, che è una bomba esplosiva di sesso e sensualità dallo sguardo coinvolgente e allusivo; si esprime per giunta mediante doppi sensi pregni di malizia e dentro tacchi isolati da ogni altro vestiario.
Giuro, eh!
Ma che vuoi capire, mio solenne coredico francobolliano.
E' matematico che gli amanti di francobolli siano passionali e bollenti, una volta raggiunta un'età abbastanza indipendente dal punto di vista copulativo.
Così mi trovo innanzi una bionda dotata di enormi seni stupendi, invitanti cosce sode e abbronzate, nonchè due occhi color mare che dicono :"prendimi ora, scemo!".
Temporeggiare è umano, per quanto mi coinvolga. La causa che ci ha accomunato riguarda il collezionismo, una nobile abitudine molto più morale di quel che ti appare mentre leggi il post, mio carissimo coredico eccitato.
Sssì, praticamente mi pongo il fottuto problema di portare avanti un discorso che mi interessa umanamente, senza interferire carnalmente con quello che sarebbe poi il mio capo.
Ma come faccio a carte così poco promettenti serietà e castità?
Madò, che fregna, oh!
Mettiamola così, onde evitare equivoci compromettenti.
Mettiamo che io sia un appassionato di francobolli, e voglia entrare nell'associazione collezionisti di francobolli riuniti.
Faccio domanda al presidente, che è una bomba esplosiva di sesso e sensualità dallo sguardo coinvolgente e allusivo; si esprime per giunta mediante doppi sensi pregni di malizia e dentro tacchi isolati da ogni altro vestiario.
Giuro, eh!
Ma che vuoi capire, mio solenne coredico francobolliano.
E' matematico che gli amanti di francobolli siano passionali e bollenti, una volta raggiunta un'età abbastanza indipendente dal punto di vista copulativo.
Così mi trovo innanzi una bionda dotata di enormi seni stupendi, invitanti cosce sode e abbronzate, nonchè due occhi color mare che dicono :"prendimi ora, scemo!".
Temporeggiare è umano, per quanto mi coinvolga. La causa che ci ha accomunato riguarda il collezionismo, una nobile abitudine molto più morale di quel che ti appare mentre leggi il post, mio carissimo coredico eccitato.
Sssì, praticamente mi pongo il fottuto problema di portare avanti un discorso che mi interessa umanamente, senza interferire carnalmente con quello che sarebbe poi il mio capo.
Ma come faccio a carte così poco promettenti serietà e castità?
Madò, che fregna, oh!
giovedì 31 maggio 2012
Facendo il punto!
Sì, intendo il punto della situazione:
nella mia concezione della vita, noi siamo...Anzi dovevamo essere i guardiani di questo pianeta che ci è stato regalato in qualità di gioiellino da abitare in convivenza con altre specie.
Il creatore, o chi per esso ci ha affidato il più nobile dei compiti, in quanto potenzialmente la miglior razza per altruismo, sensibilità, intelligenza e animo. No? Massì che è così.
Solo che anzichè goderne i frutti continuando a salvaguardarlo, abbiamo frainteso il nostro scopo, dimenticandocene totalmente col tempo.
In che modo, ti chiederai mio coredico ambasciatore...Sentendoci al di sopra della natura, chiaramente.
Abbiamo annullato la sana coscienza che ci pone figli o parte, vedila come vuoi, di madre natura.
Per l'attuale posizione assunta dall essere umano, egli sembra non essergli mai appartenuto, tutt'altro: ne è depredatore con l'autoconvinzione di poterla saccheggiare.
Io non voglio appiopparti una teoria ambientalista a sfondo sociale-politico. Lungi da me 'sta fregnaccia.
Cerco solo di esprimermi in maniera più logica ed elementare possibile.
L'uomo ha creato l'economia e il denaro, per il quale distrugge in svariati modi i suoi simili. Mettici pure la religione, perchè no.
La distruzione si amplia poi verso giardini ormai estinti, di cui era chiamato ad esserne custode; come un cazzo di angelo, sìssì!
Invece se magna tutto! l'uomo si mangia pure la carne d'orso!
Quella di cavallo, animale che l' ha servito persino nelle battaglie!!!
Si mangia i canguri!
Si mangia i cani e i gatti!
Si mangia le balene, gli squali, le scimmie, i cervi, i cinghiali, i maiali, le allodole, i bufali, i serpenti, le formiche, le galline, gli agnelli, i vitelli, gli asini....Si veste ammazzando visoni, pitoni, ermellini, volpi, scoiattoli, foche, cinghiali, orsi, oche, anatre, pavoni, conigli, quaglie, pecore, tigri, giaguari, zebre, leopardi, bisonti, camosci, cammelli e la lista è ancora lunga.
Impaglia, decora ed esperimenta, saccheggiando e dominando i suoi fratelli animali.
Nella mia concezione della vita, tra le potenzialità dell uomo, rientra in principio la vocazione di difendere i più deboli e gli indifesi. E non si intende tra i suoi simili e bbasta, cristosanto!!
Tutti gli esseri viventi devono essere difesi dall uomo. La natura deve essere contemplata, altro che rispettata.
Ma il rispetto stesso è stato perduto. La preservazione dell amore assoluto è una lezione di catechismo, e pure mal interpretata.
Pace in terra agli uomini DI BUONA VOLONTA'. Non è solo un messaggio cristiano: è l'unico modo per vivere. Forse non ci spetta più nemmeno sopravvivere. Ora...Ciò che l'uomo non ha proprio afferrato, è che la natura non è al suo servizio, come si è palesemente illuso. C'ha avuto la sua o le sue possibilità di fare come doveva. Adesso merita la sua punizione e credimi: la natura e la vita che essa rappresenta, sta parecchio incazzata!
Sostengo che i dinosauri meritassero di rimanere...Noi ci meritiamo probabilmente il terremoto. Il brutto è che il peggio deve ancora arrivare.
La soluzione? Avere la volontà della pace in terra. La buona volontà, diocristo. Non è un cambiamento, bensì la rivisitazione umile delle nostre mansioni su questo posto che si chiama mondo.
nella mia concezione della vita, noi siamo...Anzi dovevamo essere i guardiani di questo pianeta che ci è stato regalato in qualità di gioiellino da abitare in convivenza con altre specie.
Il creatore, o chi per esso ci ha affidato il più nobile dei compiti, in quanto potenzialmente la miglior razza per altruismo, sensibilità, intelligenza e animo. No? Massì che è così.
Solo che anzichè goderne i frutti continuando a salvaguardarlo, abbiamo frainteso il nostro scopo, dimenticandocene totalmente col tempo.
In che modo, ti chiederai mio coredico ambasciatore...Sentendoci al di sopra della natura, chiaramente.
Abbiamo annullato la sana coscienza che ci pone figli o parte, vedila come vuoi, di madre natura.
Per l'attuale posizione assunta dall essere umano, egli sembra non essergli mai appartenuto, tutt'altro: ne è depredatore con l'autoconvinzione di poterla saccheggiare.
Io non voglio appiopparti una teoria ambientalista a sfondo sociale-politico. Lungi da me 'sta fregnaccia.
Cerco solo di esprimermi in maniera più logica ed elementare possibile.
L'uomo ha creato l'economia e il denaro, per il quale distrugge in svariati modi i suoi simili. Mettici pure la religione, perchè no.
La distruzione si amplia poi verso giardini ormai estinti, di cui era chiamato ad esserne custode; come un cazzo di angelo, sìssì!
Invece se magna tutto! l'uomo si mangia pure la carne d'orso!
Quella di cavallo, animale che l' ha servito persino nelle battaglie!!!
Si mangia i canguri!
Si mangia i cani e i gatti!
Si mangia le balene, gli squali, le scimmie, i cervi, i cinghiali, i maiali, le allodole, i bufali, i serpenti, le formiche, le galline, gli agnelli, i vitelli, gli asini....Si veste ammazzando visoni, pitoni, ermellini, volpi, scoiattoli, foche, cinghiali, orsi, oche, anatre, pavoni, conigli, quaglie, pecore, tigri, giaguari, zebre, leopardi, bisonti, camosci, cammelli e la lista è ancora lunga.
Impaglia, decora ed esperimenta, saccheggiando e dominando i suoi fratelli animali.
Nella mia concezione della vita, tra le potenzialità dell uomo, rientra in principio la vocazione di difendere i più deboli e gli indifesi. E non si intende tra i suoi simili e bbasta, cristosanto!!
Tutti gli esseri viventi devono essere difesi dall uomo. La natura deve essere contemplata, altro che rispettata.
Ma il rispetto stesso è stato perduto. La preservazione dell amore assoluto è una lezione di catechismo, e pure mal interpretata.
Pace in terra agli uomini DI BUONA VOLONTA'. Non è solo un messaggio cristiano: è l'unico modo per vivere. Forse non ci spetta più nemmeno sopravvivere. Ora...Ciò che l'uomo non ha proprio afferrato, è che la natura non è al suo servizio, come si è palesemente illuso. C'ha avuto la sua o le sue possibilità di fare come doveva. Adesso merita la sua punizione e credimi: la natura e la vita che essa rappresenta, sta parecchio incazzata!
Sostengo che i dinosauri meritassero di rimanere...Noi ci meritiamo probabilmente il terremoto. Il brutto è che il peggio deve ancora arrivare.
La soluzione? Avere la volontà della pace in terra. La buona volontà, diocristo. Non è un cambiamento, bensì la rivisitazione umile delle nostre mansioni su questo posto che si chiama mondo.
lunedì 28 maggio 2012
Give me a break!
La denuncia e la critica non hanno senso di esistere se sono sterili.
Non mi è stato insegnato: l'ho banalmente imparato col susseguirsi costruttivo di interventi lavorativi utili e interessanti. Se esprimo in questo post un lieve dissenso, non è per farmi figo o atteggiarmi a poser che non sono, ma principalmente... Desidero in via cavalleresca un fottuto mondo migliore.
Dire "fottuto"fa molto poser oggigiorno; quindi non è una gran trovata per uno che si è prefissato una caccia ai poser senza precedenti.
'Sticazzi.
Nuovo cliente per Real Life Television; nuovo lavoro per il tuo coredo eticamente illuminato.
La solita troupe composta da me e da Fleo si dirige al parco di Palestro, dove c'è l'astrolabio e t'assicuro che possiede un fascino così newyorkese da essere figo per davvero. Poi, oh... Io son di parte: Milano mi piace sempre di più, anche se oggi c'è il blocco e il giro d'Italia. Tanto noi si prende il tassì e ce lo paga la produzione.
Fai le riprese alla gente, al fermento della nuova cerimonia, ai mocciosi in bici col casco più grande di loro, alle fregne che salutano la telecamera etc. etc.
Le "olimpiadi delle famiglie" sono l'oggetto del nostro servizio Ansa.
Ssssì: giochi in bicicletta per infanti, percorsi a ostacoli simpatici con premi, attività sportive promosse per vendere sogni e altri svariati cazzi.
Perdona l'antipatica aria che mi dò. Ma stavolta non è Telethon. Apparte che non vedo stand dell'esercito e non ci sono sirene con la matita attorno agli occhi; il fatto è che qui l'organizzazione porta il marchio scomodo e pesante della Nestlè. Stand della nestlè, gadgets della nestlè; il coniglio e l'ape della nestlè, o meglio dei figuranti travestiti che posano coi bimbi per le foto; poi lo slogan...Un'infelice frase ipocrita e facilona, che mi trapassa il cervello già in tilt: L'educazione alimentare per la salute e il benessere.
Sui depliant delle iniziative nutrizionali ci sono versi del tipo"salute e benessere". Ma de chi e de che?
Dell'uomo? Magari, forse...Del consumatore, certo chessì!!!
Della fonte del business economico che "alimenta" i guadagni delle multinazionali, lasciandosi ingozzare da idee e simboli di valori astrattisti, inneggianti alla salute e il gusto de 'stocazzo.
Intervistiamo una nutrizionista che ci fa dei discorsi bellissimi sulla ricerca, l'importanza dell'etichetatura di ciò che mangiamo, sulla salute fisica e sull'ETICA che il nostro organismo necessita in termini alimentari.
Non mi soffermo a denigrarla, in quanto figura rappresentativa gestita da un sistema telematico, oramai autogestito e autocosciente. Non realizza manco lei la mancanza di senso del monologo predicato innanzi la camera.
Mi appoggio al cavalletto della cinepresa e credimi, se ti dico che ascolto speranzoso in uno spiraglio ragionevolmente giustificativo.
Niente da fare: lo spiraglio io non lo trovo. Però son lì per lavoro e la mia bambina deve magnà...Facciamoci li cazzi nostri!
E' solo qui che ti scrivo la mia ardua considerazione: come può una multinazionale parlare di benessere ed educazione alimentare per noi e i nostri bambini, mentre vende i suoi prodotti contando sulla produzione di allevamenti intensivi che causano la quotidiana morte di migliaia di animali di cui la metà neonati? Fai caso al logo della nestlè: un uccellino che sta sul nido insieme ai sui piccoli. Un'immagine che evoca la natura e il senso della famiglia al contempo. Ma con quale presuntuosa morale? Le mucche da latte vengono separate dai loro vitelli immediatamente, e tra loro si chiamano disperati fino a perdere la voce. Il vitellino viene lasciato in un box minuscolo, affinchè non possa muovere le zampe e la sua anemia da carenza di nutrimento favorisca la tenerezza della sua carne. Tutto il latte che la madre conserva nelle mammelle per ordine naturale, viene destinato alla produzione e lavorazione di merendine e bevande che il consumatore divorerà comprandole al supermercato. Le madri muoiono prematuramente a causa del lavoro che si ferma per 4 ore al giorno, semplicemente spegnendo i macchinari a cui rimangono ancora attaccate. Non pascolano e non vedono la luce del sole. dormono dove defecano e lavorano dove urinano. Crollano per la fatica e lo stress psicologico al quale non possono reagire perchè indifese. Un vitellino non vale quanto un bambino umano, giusto? La mia posizione è un pochino diversa. Un bambino e un animale hanno lo stesso diritto alla vita che ci ha dato Dio; godere dei benefici della natura non equivale a stuprarla. Forse è un mio problema, tuttavia mi sembra più sano pensare a questo modo di agire:
Viceversa, penso che questo sia invece la morte.
Ma noi ci siamo presi la briga di decidere che i nostri cani e gatti vanno amati; i maiali, i polli e le vacche possono crepare; siamo fatti a immagine e somiglianza del nostro Signore, abbiamo un'anima e quindi facciamo il cazzo che ci pare...Ma..Un momento.
Qualcosa ci sfugge, e ti cito vichipedia. Si perchè un aspetto drammatico dell’allevamento intensivo, spesso taciuto dai media, è l’enorme consumo di cereali per nutrire i bovini . Già agli inizi degli anni ’90 il 70% dei cereali prodotti negli Stati Uniti veniva utilizzato per l’alimentazione animale. L’emerito entomologo Damid Pimentel nel libro Food, Energy and Society scrive: «Le proteine somministrate ai manzi e agli altri animali consistono per circa il 42% di foraggio e per il resto di cereali. I bovini hanno un’efficienza di conversione delle proteine alimentari solo del 6%. Ciò significa che un animale produce meno di 50 kg di proteine consumando più di 790 kg di proteine vegetali.» Tutto ciò mantiene alto il prezzo dei cereali, penalizzando i paesi poveri e contribuendo in maniera rilevante al problema della fame nel mondo. Il capitalismo, agendo in tal senso è il nuovo nazismo. Francamente non tollero saccenti discorsi informativi, fatti da un'azienda che guadagna sulla sofferenza di parecchi esseri viventi, mostrando bambini biondi e felici negli spot televisivi.
Esco di scena.
Non mi è stato insegnato: l'ho banalmente imparato col susseguirsi costruttivo di interventi lavorativi utili e interessanti. Se esprimo in questo post un lieve dissenso, non è per farmi figo o atteggiarmi a poser che non sono, ma principalmente... Desidero in via cavalleresca un fottuto mondo migliore.
Dire "fottuto"fa molto poser oggigiorno; quindi non è una gran trovata per uno che si è prefissato una caccia ai poser senza precedenti.
'Sticazzi.
Nuovo cliente per Real Life Television; nuovo lavoro per il tuo coredo eticamente illuminato.
La solita troupe composta da me e da Fleo si dirige al parco di Palestro, dove c'è l'astrolabio e t'assicuro che possiede un fascino così newyorkese da essere figo per davvero. Poi, oh... Io son di parte: Milano mi piace sempre di più, anche se oggi c'è il blocco e il giro d'Italia. Tanto noi si prende il tassì e ce lo paga la produzione.
Fai le riprese alla gente, al fermento della nuova cerimonia, ai mocciosi in bici col casco più grande di loro, alle fregne che salutano la telecamera etc. etc.
Le "olimpiadi delle famiglie" sono l'oggetto del nostro servizio Ansa.
Ssssì: giochi in bicicletta per infanti, percorsi a ostacoli simpatici con premi, attività sportive promosse per vendere sogni e altri svariati cazzi.
Perdona l'antipatica aria che mi dò. Ma stavolta non è Telethon. Apparte che non vedo stand dell'esercito e non ci sono sirene con la matita attorno agli occhi; il fatto è che qui l'organizzazione porta il marchio scomodo e pesante della Nestlè. Stand della nestlè, gadgets della nestlè; il coniglio e l'ape della nestlè, o meglio dei figuranti travestiti che posano coi bimbi per le foto; poi lo slogan...Un'infelice frase ipocrita e facilona, che mi trapassa il cervello già in tilt: L'educazione alimentare per la salute e il benessere.
Sui depliant delle iniziative nutrizionali ci sono versi del tipo"salute e benessere". Ma de chi e de che?
Dell'uomo? Magari, forse...Del consumatore, certo chessì!!!
Della fonte del business economico che "alimenta" i guadagni delle multinazionali, lasciandosi ingozzare da idee e simboli di valori astrattisti, inneggianti alla salute e il gusto de 'stocazzo.
Intervistiamo una nutrizionista che ci fa dei discorsi bellissimi sulla ricerca, l'importanza dell'etichetatura di ciò che mangiamo, sulla salute fisica e sull'ETICA che il nostro organismo necessita in termini alimentari.
Non mi soffermo a denigrarla, in quanto figura rappresentativa gestita da un sistema telematico, oramai autogestito e autocosciente. Non realizza manco lei la mancanza di senso del monologo predicato innanzi la camera.
Mi appoggio al cavalletto della cinepresa e credimi, se ti dico che ascolto speranzoso in uno spiraglio ragionevolmente giustificativo.
Niente da fare: lo spiraglio io non lo trovo. Però son lì per lavoro e la mia bambina deve magnà...Facciamoci li cazzi nostri!
E' solo qui che ti scrivo la mia ardua considerazione: come può una multinazionale parlare di benessere ed educazione alimentare per noi e i nostri bambini, mentre vende i suoi prodotti contando sulla produzione di allevamenti intensivi che causano la quotidiana morte di migliaia di animali di cui la metà neonati? Fai caso al logo della nestlè: un uccellino che sta sul nido insieme ai sui piccoli. Un'immagine che evoca la natura e il senso della famiglia al contempo. Ma con quale presuntuosa morale? Le mucche da latte vengono separate dai loro vitelli immediatamente, e tra loro si chiamano disperati fino a perdere la voce. Il vitellino viene lasciato in un box minuscolo, affinchè non possa muovere le zampe e la sua anemia da carenza di nutrimento favorisca la tenerezza della sua carne. Tutto il latte che la madre conserva nelle mammelle per ordine naturale, viene destinato alla produzione e lavorazione di merendine e bevande che il consumatore divorerà comprandole al supermercato. Le madri muoiono prematuramente a causa del lavoro che si ferma per 4 ore al giorno, semplicemente spegnendo i macchinari a cui rimangono ancora attaccate. Non pascolano e non vedono la luce del sole. dormono dove defecano e lavorano dove urinano. Crollano per la fatica e lo stress psicologico al quale non possono reagire perchè indifese. Un vitellino non vale quanto un bambino umano, giusto? La mia posizione è un pochino diversa. Un bambino e un animale hanno lo stesso diritto alla vita che ci ha dato Dio; godere dei benefici della natura non equivale a stuprarla. Forse è un mio problema, tuttavia mi sembra più sano pensare a questo modo di agire:
Viceversa, penso che questo sia invece la morte.
Ma noi ci siamo presi la briga di decidere che i nostri cani e gatti vanno amati; i maiali, i polli e le vacche possono crepare; siamo fatti a immagine e somiglianza del nostro Signore, abbiamo un'anima e quindi facciamo il cazzo che ci pare...Ma..Un momento.
Qualcosa ci sfugge, e ti cito vichipedia. Si perchè un aspetto drammatico dell’allevamento intensivo, spesso taciuto dai media, è l’enorme consumo di cereali per nutrire i bovini . Già agli inizi degli anni ’90 il 70% dei cereali prodotti negli Stati Uniti veniva utilizzato per l’alimentazione animale. L’emerito entomologo Damid Pimentel nel libro Food, Energy and Society scrive: «Le proteine somministrate ai manzi e agli altri animali consistono per circa il 42% di foraggio e per il resto di cereali. I bovini hanno un’efficienza di conversione delle proteine alimentari solo del 6%. Ciò significa che un animale produce meno di 50 kg di proteine consumando più di 790 kg di proteine vegetali.» Tutto ciò mantiene alto il prezzo dei cereali, penalizzando i paesi poveri e contribuendo in maniera rilevante al problema della fame nel mondo. Il capitalismo, agendo in tal senso è il nuovo nazismo. Francamente non tollero saccenti discorsi informativi, fatti da un'azienda che guadagna sulla sofferenza di parecchi esseri viventi, mostrando bambini biondi e felici negli spot televisivi.
Esco di scena.
mercoledì 14 marzo 2012
Aneddoto animale
Ho salvato la vita a un animale, che avrei anche fotografato se ce ne fosse stato il tempo.
Sfortunatamente ho dovuto agire freneticamente e con determinazione onde evitare il massacro da parte di un ottuso addestrato cane da caccia.
Puoi ammirare l'antichissima composizione del piumaggio nell'illustrazione che ti fornisco rappresentante un esemplare bellissimo della stessa specie in cui mi sono imbattuto di recente.
Di recente, appunto son lì che lavoro in studio tra storyboards e posta elettronica da controllare. Ricevo una telefonata da mia mamma che decisamente in preda al panico mi implora di raggiungerla entro subito nel bosco, riserva naturale di Camparada.
Scopro di non essere più abituato a correre perchè in genere lo facevo a dorso di uno splendido equino tant'è che prendo una specie di storta alla mia sottile caviglia...
Mi fa male solo se ci ripenso comunque.
Tempo zero arrivo già sospettando un incidente di percorso che possa vedere coinvolti i nostri cani.
Ti estendo un sintetico rapporto, o mio illusionista coredico:
mamma porta a spasso tre dei nostri cani, ma uno di loro addestrato a stanare, fiuta un gruppo di galline intente a razzolare nell'aperta radura brianzola.
Le galline si disperdono e difatti mancano al mio nobile intervento; una creatura, tuttavia risponde all'appello e sembra piuttosto intrappolata dal mio bassotto che la punta prepotentemente saltandole addosso e graffiandola, con l'intento di immobilizzarla mediante il morso.
Trattasi di un esemplare femmina di anas platyrhynchos domesticus. Sì insomma un'anatra domestica dal piumaggio variante tra il rosso il bianco e il nero.
Il tentato omicidio si svolge a tre metri sotto il nostro livello.
In fondo a una scarpata. Per scendere senza rotolare a 100 km l'ora devo sfruttare il perno degli alberi cresciuti lungo il fianco del burrone. Con un ultimo balzo e le mani sanguinanti per colpa di qualche tronco spinoso, giungo a brancare il mio sciocco braccoide in miniatura e noto uno spettacolo della natura.
Avevo letto di comportamenti del genere proprio da parte delle anatre femmine sul libro di Masson, ma viverla dal vero è eccezionale!
La creatura stanata e perseguitata finge di essere morta, per depistare le intenzioni omicide del suo predatore. La scorgo senza vita, come un ammasso di piume a riposo e persino il collo adagiato sulla terra polverosa.
So che non è morta perchè mentre scendevo a salvarla la notavo assumere quella tattica posa. La personale riflessione si rivolge alla logica comportamentale degli animali da fattoria; trovo che se studiata anche un minimo potrebbe innescare in molti uomini l'interesse maggiore a osservarli piuttosto che cibarsene.
Mentre mi allontano col piccolo guastafeste in braccio, contemplo la creatura alata, ma incapace di volare che si ricompone alzando il collo e spiegando le sue lucide piume in un atteggiamento di cessato pericolo.
Chi ha detto che per commuoversi di fronte al divino spettacolo della natura si debba necessariamente assistere a un tramonto africano?
Sticazzi.
C'è quella frase fatta che di tanto in tanto mi fa sorridere con sincera considerazione, ed è: "le piccole cose..Niente è più grande".
domenica 16 ottobre 2011
Uomo ti presento il maiale.
Io lo so che un giorno i nostri pronipoti penseranno al cannibalismo come qualcosa di fuori dalle norme civili.
Un giorno l'uomo dirà: "sapete che i nostri antenati mangiavano gli animali?"
Qualcuno risponderà "che schifo, non ci credo!"
Peccato non esserci...
giovedì 13 ottobre 2011
Odio.

Gran parte di coloro che decidono di rinunciare drasticamente all’alimentazione carnea hanno subito la traumatica esperienza diretta dell’uccisione di un animale. Chi ha avuto la ventura di assistere all’uccisione di un maiale ricorda con raccapriccio le urla laceranti, e quasi umane, della povera vittima, il suo terrore, il suo vano cercare intorno l’aiuto di coloro che considerava amici e che ora fanno parte dei boia; ricorda i rantoli, le convulsioni, i fiotti di sangue, gli occhi sgranati e infine la vita che lentamente lo abbandona inerte alle asce, ai coltelli del carnefice.
Chi ha avuto la ventura di trovarsi in quel luogo maledetto chiamato mattatoio durante l’esecuzione capitale di un cavallo, di un vitello o di una pecora, resta per sempre traumatizzato da quell’esperienza infernale e trova le motivazioni per astenersi dal consumo di carne e spesso anche la volontà a dissociarsi da una realtà della quale accusa salutari sensi di colpa. Ricorda l’impotenza schiacciante dell’animale in balia dell’essere più crudele della terra, il suo pietoso ed inutile tentativo di fuggire, il panico negli occhi della preda braccata, l’angoscia di trovarsi in un ambiente tangibilmente ostile e pregno di esalazioni mortali, l’odore terrorizzante del sangue nella percezione imminente della morte.
Vedere un piccolo, meschino, rozzo garzone avere il potere, l’arroganza, la capacità di abbattere un possente, splendido, bellissimo cavallo, grida vendetta al cospetto della Vita. Come può un uomo conservare la sua serenità, dormire, sapendo che un essere simile a lui sia morto a causa sua? Come può considerare giusto e legittimo privare per sempre della vita una creatura senziente, impedirgli per sempre di esistere, di far parte della famiglia dei viventi? Come può affondare il coltello, la sega nelle carni vive e palpitanti, spaccare le ossa, strappare le viscere, il cuore, i polmoni, ridurre a pezzetti una creatura più degna dell’uomo di esistere e considerare simili ripugnanti membra di cadavere alimento per l’essere umano? Un uomo che genera sofferenza e morte come può tornando a casa la sera essere in pace con la sua coscienza e capace di una carezza, di un atto di gentilezza e bontà nei confronti dei suoi cari?
L’uccisione di un agnello, un coniglio o di una gallina, vittime di un’esecuzione improvvisata e sommaria negli ambienti rurali dei contadini, animali considerati quasi come membri della famiglia umana che li ha allevati, richiede una durezza di cuore primordiale. Assistere ai lamenti disperati, ai fremiti, alle convulsioni del povero animale, è un’esperienza traumatizzante per qualunque essere umano dotato di coscienza.
Queste terribili esperienze che cambiano la vita dovrebbero essere esperienza comune a tutti coloro che ritengono giusto e lecito mangiare la carne, a tutti coloro che trovando il pezzo di animale incellofanato nei supermercati non sanno (perché non vogliono) collegare quella misera parte anatomica ad una creatura fatta come noi che voleva vivere e che è stata uccisa per l’infame, degradante piacere della gola.
La cultura consumistica contemporanea, propinata dalle lobby agroalimentari e zootecniche attraverso i mezzi di informazione di massa, hanno attuato la più rovinosa e devastante dissociazione tra la bistecca e l’animale: molti bambini sono convinti che i polli crescono sugli alberi. Le scolaresche dovrebbero essere condotte a visitare i mattatoi invece di visitare gli zoo: sarebbe più istruttivo e responsabilizzante far sapere (in rispetto della verità) a chi apparteneva quel pezzo di carne che serenamente consumeranno per cena. Ognuno che ritiene “normale” nutrirsi di animali (dal papa al presidente della repubblica, dal ministro alla pubblica istruzione a quello della salute, dal capo della magistratura al portiere dello stabile) dovrebbe avere la coerenza morale delle loro scelte: far visita ad un mattatoio prima di addentare una bistecca.





